Pietro da Eboli MUSEO DELLE TERME visita alla galleria
GALLERIA PIETRO DA EBOLI

Tra i documenti più significativi della cultura balneare del medio evo vi è il codice pergamenaceo 1474 conservato nella Biblioteca Angelica di Roma che porta il titolo Nomina et virtutes balneorum seu de balneis puteolorum et baiarum, più noto come De balneis Puteolanis. E' composto di 21 carte, contiene diciotto epigrammi, la dedica all'Imperatore Federico II di Svevia e 18 miniature.

Il prezioso codice, con le sue straordinarie illustrazioni e il poemetto con la descrizione dei bagni di Pozzuoli e di Baia, ha un importante valore documentario non solo per la pratica della balenoterapia ma anche per la scienza e la terminologia medica nel Medioevo. Costituisce una sorta di guida balneoterapica in tempi in cui le cure termo-minerali costituivano un naturale e sovrano rimedio per combattere qualsiasi genere di dolore. E' anche un elenco minuzioso e fedele di tutte le fonti naturali attive in quell'epoca nel territorio flegreo.

I suoi caratteri stilistici e i riferimenti storici che contiene lo fanno attribuire alla scuola campano-meridionale e la sua datazione può essere compresa tra il 1258 e il 1266.

La critica è concorde da tempo ad attribuirlo a Pietro Anzolino da Eboli, un chierico della corte di re Manfredi, forse medico o, in ogni caso, personaggio vicino alla cultura della scuola medica salernitana che già da secoli godeva di fama internazionale. Comunque il carattere eminentemente pratico e propagandistico del poemetto sui bagni e il senso quasi miracolistico delle acque descritte, pongono l'autore in posizione antagonistica rispetto ai rappresentanti ufficiali della scuola di Salerno.
Del De Balneis si conoscono venti esemplari manoscritti dei secoli XIII - XV, dei quali undici miniati, e dieci edizioni a stampa del Quattrocento. Ciò dimostra quanto fosse ancora vivo nell'età di mezzo l'interesse per le terme e balneazione.

Il codice Angelico 1474 è il più antico tra gli undici manoscritti miniati del De Balneis dato che precede gli esemplari successivi noti, di circa cent'anni. Ha subito mutilazioni, dato che manca probabilmente di diciotto carte, e doveva contenere inizialmente la descrizione di trenta bagni.

Tra i tanti studi di cui è stato oggetto, particolare importanza riveste quello di Angela Daneu Lattanzi, Introduzione a Petrus de Ebulo, Nomina et virtutes balneorum seu de balneis puteolorum et baiarum, codice angelico 1464, Roma, 1966, da cui sono tratte le descrizioni e il riassunto degli epigrammi che descrivono le tavole miniate.

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