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BALNEA
- Le etichette sulle valigie Alberghi marini sulle coste d'Europa |
Da Helmut M. Bien e
Ulrich Giersch, Le etichette sulle valigie,
la storia degli alberghi e il ricordo della cultura dei viaggi
attraverso le etichette dagli inizi del nostro secolo agli anni
Sessanta, EdiCart, Legnano, 1991.
Per gentile concessione dell'editore.
Titolo originale
dell'opera: Reisen in die grosse weite Welt,
Dortmund 1988.
Traduzione dal tedesco di Enzo Turbiani.
Diretti verso il mare
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Il viaggio al mare significava., prima dell'inizio del nuovo secolo, principalmente desiderio di cambiamento d'aria. Sarebbe stato impensabile allora mettersi a costruire castelli di sabbia sulle spiagge, in costume e darsi ai piaceri del bagno di mare assieme a tutta la famiglia. Così, i grand-hotel sulle coste rappresentavano praticamente delle roccaforti per coloro che aborrivano l'acqua. Nella loro pomposa architettura da teatro non avevano bisogno di interventi esterni ed erano del tutto indifferenti alla localitą in cui si trovavano. Nel mondo femminile il colorito pallido andava per giunta molto di moda.
Scendere in acqua era semmai plausibile solo dal punto di vista di un trattamento curativo prescritto dal medico. Verso il 1800 l'uso delle "imbarcazioni da bagno" venne introdotto sulle coste tedesche dalle stazioni balneari inglesi. Queste barche veleggiavano per un pezzo verso l'alto mare, con a bordo coloro che volevano bagnarsi. Li si gettava l'ancora. ",Sotto la coperta si doveva attendere fino a quando la piccola stanza da bagno non fosse libera. Ci si spogliava dietro tendine serrate, poi attraverso una scala ci si metteva in un cassone di legno, che gli inservienti calavano in mare. Questo cassone era lungo circa due metri e largo uno. Poteva essere abbassato in acqua sino alla profonditą che il bagnante desiderava, poiché aveva una struttura a graticcio, sì che potesse passarci continuamente acqua fresca, così è precisato nel catalogo dell'esposizione "Stagione sulla spiaggia" del Museo di Altona. Lì vengono pure conservate le relazioni concernenti il bagno delle donne verso il 1900 a Westerland/Sylt: "Tutte (le signore) erano attaccate a una sągola, e sotto la sorveglianza di diverse inservienti le signore potevano entrare nell'acqua fino ai polpacci. Se la profonditą raggiunta era superiore, veniva suonato l'allarme da un'inserviente".
Un'altra importante istituzione era rappresentata dai carretti da bagno, che si potevano trovare su tutta la costa dell'Atlantico e del Mare del Nord. Erano stati inventati in Inghilterra come "macchine da bagno". In che modo funzionasse questo marchingegno, lo spiega il fisico e saggista di Gottinga. Georg Christoph Licbtenberg, che patrocinò la causa dei bagni di mare in Germania: "Ora si sale in codesta casetta, e mentre il carrettiere si avvia verso il mare, ci si spoglia... Quando poi il bagnante, spogliato, apre la porta posteriore. si trova una tenda molto bella, spessa e di lino, il cui fondo è il mare, che si raggiunge con una scala. Si afferra la fune con ambo le mani e si va giù. Chi vuole immergersi, tiene ferma la corda e casca su un ginocchio, come i soldati quando fanno fuoco in prima fila, sale poi di nuovo, si riveste durante il ritorno".
Il viaggio al mare era organizzato, sotto questo rispetto, sul modello del soggiorno di cura nelle stazioni termali dell'interno. Il viaggio di piacere al mare tuttavia cominciò - ed è paradossale - come iniziativa turistica invernale intorno al 1880. I grandi alberghi internazionali, specialmente sulla Costa Azzurra, posti direttamente sul mare e sulla passeggiata, si riempivano di clienti, i quali volevano fuggire dal tempo freddo e umido dell'Europa settentrionale. Al mite clima mediterraneo essi trascorrevano l'inverno, fino a quando la stagione non richiedeva altrove la loro presenza. Per combattere la noia c'erano innanzi tutto i casinò. Questo uso si protrasse finché la Costa Azzurra non venne frequentata anche come soggiorno estivo, ossia sin verso il 1910.
Dell'apertura al turismo della costa atlantica si è resa particolarmente benemerita la regina Eugenia. Nel 1854 si fece, infatti, costruire a Biarritz dall'imperatore Napoleone III la Villa Eugénie. Per questo motivo un soggiorno in quel luogo acquisiva prestigio. Costituiva un polo d'attrazione ma di gran lunga minore come stazione balneare anche San Sebastian, sulla costa basca. La corte spagnola aveva lì la sua residenza estiva, così che la nobiltą e i circoli dell'alta finanza di Spagna dimoravano nella cittą durante la stagione Comunque non si assisté al boom nella costruzione di alberghi, perché i membri della societą di corte in molti casi avevano gią lì le proprie residenze.
In Francia, la Normandia e la Bretagna divennero i centri più frequentati nella stagione estiva. Subirono una rapida trasformazione le stazioni balneari, più alla moda: Cabourg, Trouville, Deauville, La Baule.
La riorganizzazione per adattarsi ai clienti estivi diede un duro colpo a molti hotel nelle localitą di mare della Riviera. Infatti non bastava più come attrattiva il bel panorama sul Mediterraneo rutilante di blu. Gli ospiti d'estate divennero bagnanti che esigevano dall'albergo la comoditą di dover fare solo un breve tratto di strada per raggiungere l'acqua e di un pezzetto di spiaggia tutto per loro, nel modo più esclusivo possibile. Perciò gli hotel a monte di Nizza si spopolarono e cessarono presto la loro attivitą. Un futuro prospero ora era giù, sulla costa, dove sorgevano a getto continuo gli hotel: così da ovest, verso Marsiglia, a est, in direzione di Genova, sorse un boulevard quasi continuo dove si affacciavano gli hotel, che venne chiamato "Promenade des Anglais".
In Inghilterra erano principalmente stazioni balneari come Blackpool che attiravano un numero sempre crescente di visitatori e le cui spiagge e casinò sono considerati ancor oggi grosse attrazioni. Affini sostanzialmente alle stazioni balneari inglesi, localitą di mare quali Ostenda divennero posti alla moda per i bagni, la plage la plus élégante de l'Europe, "la spiaggia più elegante d'Europa", con la quale si trovavano in forte concorrenza le stazioni balneari vicine di Westende e Scheveningen, tutte tese a procacciarsi il favore della clientela.
Sulle coste tedesche non si giunse a costruire hotel sfarzosi: le condizioni climatiche nel Mare del Nord e nel Mar Baltico erano troppo contrarie. Soltanto nelle poche settimane d'estate fioriva la vita di spiaggia. Da Berlino giungevano dai loro uffici, con i cosiddetti espressi dei "vedovi delle vacanze", i padri in visita alle loro famiglie, che spesso si erano sistemate in casa di contadini o in piccole pensioni private. Il ruolo, che aveva assunto Sylt per il Mare del Nord, lo svolgeva per il Baltico nella stagione buona il centro di Hiddensee. Nel complesso però le vacanze marine sulle coste tedesche si svolgevano in modo piuttosto semplice e familiare.
In Italia era Venezia soprattutto che possedeva una grande importanza internazionale. Il Lido divenne punto d'incontro del bel mondo con l'apertura del Grandhotel des Bains (1900), al quale ha eretto un monumento letterario Thomas Mann.
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