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MUSEO
VIRTUALE DELLA CIVILTA' BALNEARE

SPECIAL
EXIBITIONS
Mare
Dipinto: Le Marine di Carlo Carrą |
Opere gią esposte nell'omonima
mostra tenutasi a Cesenatico dal 17 luglio al 29 agosto 1993,
organizzata dal Comune di Cesenatico e della Regione
Emilia-Romagna a cura di O. Piraccini e S.Santucci.
Orlando
Piraccini - Mare dipinto: per una rilettura
del "poema" di Carrą
Alessandro
Sibilia - E tutto cominciò dai
"capanni sulla riva del mare"
Orlando Piraccini
Mare dipinto: per una rilettura
del 'poema' di Carrą
La vicenda artistica legata al nome
di Carlo Carrą può dirsi oggi in tutte le sue parti
meticolosamente ricostruita. Per di più, gli spunti critici più
recenti (ed autorevoli, si potrebbe cominciare da Francesco
Arcangeli nel lontano '48) hanno con sempre maggiore
determinazione rifiutato l'analisi 'a periodi' dell'opera
carraiana, e quindi anche giudizi talora sommari su un presunto
'ultimo Carrą'. "Appare perciò sostanzialmente
inaccettabile, in sede critica - scrive a questo proposito Gian
Alberto Dell'Acqua sul catalogo della grande mostra romana
dell 88 -, una troppo netta separazione tra i singoli
tempi dell'attivitą del maestro; come se le opere degli inizi
fossero senza alcun rapporto con i quadri futuristi e questi con
le opere metafisiche, a loro volta non collegabili con le
successive prove". E cosi anche Massimo Carrą (nel saggio
recentemente pubblicato nel volume 'Spazi, forme e colori'
dell'editore Fògola) ribadisce: "Scadute ormai le
contrapposizioni piuttosto artificiose tra periodo e periodo, tra
modi espressivi, per privilegiare di volta in volta questo o
quello secondo la mutevolezza di gusti e di mode, io credo che in
sede storico-critica l'opera di Carrą vada considerata
globalmente nella sua coerenza di discorso unitario ma articolato
in varie ricerche, distinguendo pure tra salite e flessioni e
riprese, che in lui, come in ogni artista, non mancano".
Queste precisazioni (ma se ne
potrebbero riportare di altri studiosi, ed ugualmente
significative) sono d'obbligo nel presentare l'odierna selezione
di soggetti marini, fra i tantissimi dell'artista nel lungo corso
della sua attivitą tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta. Che
propone non, imprudentemente, un 'pezzo' di Carrą, e non,
presuntuosamente, un segmento tematico della sua opera e
tantomeno una fase della sua attivitą dalle improbabili
peculiaritą stilistiche. Ma alla quale anzi sottintende una
convinzione: la stessa di Massimo Carrą quando del padre scrive
che "al di lą dei codici stilistici e dello stesso livello
qualitativo raggiunto nei singoli quadri, resta fermo il concetto
di pittura come ordine plastico, specchio, per traslato, di
'sentimenti primi'". Crediamo che gią questo si possa
apprezzare sulla linea di quell'orizzonte marino (dipinto, ma
anche ideale) che unisce e collega i quindici paesaggi esposti.
Come crediamo nella straordinaria capacitą d'attrazione di
ciascuna di queste opere segnalate dallo stesso Massimo Carrą
nel folto nucleo di paesaggi marini carraiani. Forse, il diretto
contatto con gli originali - nella loro ordinata successione
dalla 'Pioggia sul mare' del '29 fino al 'Veliero' dell'anno che
precedette la morte dell'artista - potrą magari offrire nuovi
spunti critici su quello che è stato visto come un 'ritorno alla
natura' di Carrą e sugli sviluppi della sua pittura a partire
dalla metą degli anni Venti; così come, dalla visione di ogni
singolo quadro, si potranno comunque apprezzare quel teorema
formale e quell'immediatezza dell'emozione che sottendono sempre,
talora perfettamente bilanciandosi, all'opera matura di Carrą.
E poi, in tutti i dipinti in mostra
c'è da considerare il mare: soggetto tra i più amati da Carrą
a partire da quella striscia azzurra ed infinita che taglia il
suo famosissimo 'Pino sul mare' del '21: da quando cioè
"con questo dipinto io cercavo - scrive nel 1940 lo stesso
Carrą - di creare una rappresentazione mitica della natura e
poiché tale visione significava per me l'albeggiare di una
grande veritą pittorica inedita nelle mie precedenti tappe,
considero quest'opera fondamentale per il nuovo indirizzo che
andavo maturando. Dopo aver dipinto questa tela mi pareva ormai
di sapere con chiarezza quello che alla natura io potessi
chiedere e trarre da essa qualche elemento durevole che
confacesse al mio vero modo di sentire i nuovi problemi che si
presentavano sempre più imperiosi alle mie facoltą e
possibilitą creative".
Sulla costruzione del paesaggio
carraiano da quel momento in poi è stato ampiamente scritto. Lo
stesso artista, d'altra parte, ne aveva ben spiegato il metodo.
Come pure si è sondato fino in fondo quel 'fremito sentimentale'
(sempre Arcangeli, 1948) che sostanze tutta l'opera matura
dell'artista 'orme di forme, smemorati paesaggi della memoria'
(Brandi, 1955). Anche sulla ragione emozionale della sua pittura
Carrą detta il pensiero: "mi sia lecito affermare di aver
ormai potuto provare che il mio indirizzo artistico, maturato in
una intima e silenziosa gestazione, è da tempo rivolto ad un
ordine plastico estraneo ai torbidi umori di qualsiasi formalismo
preconcetto per prendere sempre più coscienza in una pittura
viva e palpitante di poesia". In questo progetto un ruolo
determinante ha avuto il mare con il suo paesaggio di cielo e
spiaggia, e le architetture immote, quasi secolari, a volte i
bagnanti e i pescatori, oppure le barche e gli animali, i relitti
e gli scogli: una sintesi di 'valori plastici' ideale, insomma, e
da 'ricostruire' sulla tela, ma anche uno spazio naturale dove
liberare il sentimento. Come ben vide Arcangeli, in uno dei
paesaggi versiliani degli anni Quaranta - uno fra gli altri di
prima e di dopo, come in questa mostra si potrebbe dire - che
"ci parla ancora, in eterna variazione, della solitudine
morale e dell'altezza poetica di Carlo Carrą".
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Alessandro Sibilia
E tutto cominciò dai
"capanni sulla riva del mare"
La natura è intesa da Carrą come
"suscitatrice di rapporti pittorici che vanno determinati in
ritmi di forme, colori, luci, in una costruzione armonica coi
valori spaziali ed architettonici".
E' così che questi paesaggi marini
sono costruiti con un delicato equilibrio tra realtą fenomenica
e veritą mentale. Proprio in questa alternanza tra spazi e
volumi vanno inquadrate le strutture architettoniche delle quali
stiamo trattando: sono normali capanni come se ne trovano su
tutte le spiagge, oppure moli, comunque elementi la cui presenza
non è mai forzatura. Ma è proprio su questi elementi che si
appunta l'attenzione del pittore nella ricerca dello spazio
'mentale' del proprio linguaggio. Sono questi scorci di pareti
grigie, quinte architettoniche impastate di colore, che frapposte
al lineare andamento del paesaggio marino creano quell'alternanza
di spazi e di volumi, in un gioco di nascondimento/svelamento
come a voler catturare l'attenzione dello spettatore prima di
lasciarne correre lo sguardo sulla superficie del mare.
Questi capanni possono essere
idealmente letti come l'anello di congiunzione tra le ricerche
della giovinezzasui volumi e sugli spazi giotteschi, l'esperienza
metafisica, e quindi l'indagine successiva sulla realtą
naturale'.
I poli entro i quali abbiamo visto
dipanarsi la poetica dell'artista sono quelli di una resa del
sentimento della natura controllato però da una rigida
costruzione del telaio pittorico. Proprio partendo da tali
presupposti va inquadrato il trattamento di questo particolare
soggetto che è la marina.
Da sempre il mare è stato per
artisti e poeti elemento ispiratore delle più struggenti
passioni, metafora dell'infinito o del continuo rinnovarsi della
vita. Carrą, da parte sua, avverte sicuramente il fascino e la
potenza evocatrice di questo elemento, ma nel difficile processo
di avvicinamento sembra quasi volergli concedere poco spazio per
svelarsi, come per controllarlo meglio e raffreddarne il forte
sentimento ed imporre più facilmente il proprio ordine. Il
risultato è quello di un mare che ha come perso la voce, afono,
restituito allo spettatore esclusivamente attraverso il filtro
posto dall'artista. Sono marine che, domate dalla rigida
costruzione geometrica, ci ritornano -non più nella veritą
fenomenica, ma in quella atmosferica: "fare di un paesaggio
un poema pieno di spazio e di sogno, dove gli elementi naturali
sono accessori". Questa frase dello stesso Carrą è
sicuramente emblematica dello spirito con cui l'artista approccia
la natura, ed è partendo da questo atteggiamento che si può
rintracciare nei capanni, o in qualunque altro elemento
architettonico od umano posto in primo piano rispetto al
paesaggio, il 'vero' motivo scatenante della rappresentazione.
Non a caso uno dei primi ricordi
dell'artista riguardo al suo incontro con la riviera versiliana
è proprio per i capanni: "incominciai le mie prove con
analisi minute che sfociarono più tardi in qualche piccola tela
raffigurante capanni sulla riva del mare". L'attenzione
dell'artista è per queste strutture fisse, testimoni di tutto
l'anno degli umori del mare, specchi corrosi di una coabitazione
a volte dolorosa; e l'artista molto confida in questo elemento
così sfuggente e a volte oleografico. La presenza del mare in
questi quadri non ci ritorna solo attraverso la descrizione dello
stesso, bensì nel racconto della vita degli elementi che con
esso hanno familiaritą. Siamo quindi di nuovo in presenza di
quella modalitą operativa che porta l'artista a muoversi tra
l'osservazione del dato naturale e l'astrazione necessaria
all'affermazione della propria presa sulla realtą.
A proposito di 'L'ultimo capanno'
del 1963, Carrą afferma che: "... non si può parlare di
espressione di sentimenti pittorici senza tener calcolo
soprattutto di questi elementi architettonici che subordinano a
sé tutti i valori figurativi di forme e colore."; è un
quadro che, scoraggiante per l'incredibile sintesi di forme su
cui è costruito, origina il proprio senso da un ignoto capanno
posto in basso a destra; unico elemento verticale in un mare di
orizzontali, dove galleggia anche una barchetta che, ribadendo
l'orizzonte marino, ristabilisce a sinistra lo squilibrio creato
dallo sbalordito capanno improvvisamente divenuto protagonista in
un paesaggio dove il suo ruolo era quello di semplice comparsa.
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