PAOLO MANTEGAZZA
Il patrono della Riviera di Rimini.

Da F. Farina, La Riviera di Rimini 1790 - 1993, Centocinquant'anni di vita balneare, Rimini 1993.

Attorno agli Settanta dell'Ottocento iniziò il terzo ciclo dell'evoluzione delle coste italiane, e di quelle adriatiche e riminesi in particolare.
Dopo l'era dei "camerini su palafitte" fu' il ciclo della trasformazione dei luoghi di cura e di terapia in luoghi di svago e di divertimento Un processo che ebbe il suo massimo propugnatore in Paolo Mantegazza, notissimo medico e fisiologo, autore dalla produzione torrenziale di libri, articoli e almanacchi popolari. Mantegazza, forte delle sue idee e della sua autorevolezza, s'era accasato a Rimini non solo con la carica di Direttore Sanitario dei Bagni ma anche, di fatto, come consulente nell'edificazione del Grandioso stabilimento che il Municipio aveva iniziato nel 1869 e terminato nel 1873. Un impianto su cui fondare il rilancio e perseguire quell'obiettivo che il Vate della balnearità dava già per acquisito: "primo in Italia". Grazie a lui e alle sue accorate predicazioni divulgate dagli Almanacchi e dai libri che sfornava in continuazione, la spiaggia e il mare si trasformarono da luogo di cure in salotto collettivo per riposarsi e divertirsi. Grazie a lui, nel 1873, era sorto a Rimini un Tempio: il Tempio di Igea. Un tempio per ridonare la salute allo spirito, piùche al corpo.
Agli stabilimenti "galleggianti" o "sull'onda viva del mare", era mancato soprattutto quello spirito gioioso che, per attirare "forestieri", andava invece esaltato e propagato in ogni forma e con ogni mezzo: bagno di mare non come semplice immersione terapeutica, ma come momento di liberazione e di piacere. Quando gli amministratori riminesi si decisero a rilevare l'impianto fallimentare dei conti Baldini, per renderlo di proprietà pubblica e farne "la prima istituzione cittadina", dovevano aver ben capito il problema se si indirizzarono al senatore professor Paolo Mantegazza che, dell'epicureismo, aveva fatto una ragione di studio e di vita.
La sua filosofia, perchè‚ proprio di filosofia si trattava, era chiara e chiaramente espressa in tutte le sue opere:" la ragione illuminata dal cuore deve togliere al povero la fame, al ricco la noia, all'ospedale il malato, e seminare il piacere ovunque ... Salute ai corpi, salute alle anime: ecco la scienza vera, la scienza sola, che deve durare eterna. ... Ciò che è sano è buono, e ciò che è buono è sano ."
La salute fisica e mentale, fonti del vero benessere, potevano risiedere solo in un corpo sano. E il corpo, per essere sano, doveva essere pulito. Bisognava lavarsi: " ... le nudità dei bagni seminarono di lussuria le terme romane, ed il cristianesimo le maledisse, spalmando di sudiciume le castità degli asceti. E tutto il medio evo fu malato di sporcizia e si ebbero frati senza camicia e guerrieri sudanti sotto le corazze e monache ircine e tutta l'umanità cristiana, che riempiva le chiese di santi fetori; tutta l'Europa lebbrosa. Oggi non più il sudiciume a braccetto con la santità, n‚ le terme convertite in bordelli; ma una corrente di acqua pura e cristallina che lava i corpi senza corrompere le anime. Oggi la civiltà di un popolo si misura anche coll'acqua ed il sapone che consuma. Il popolo italiano è meno civile del tedesco e dell'inglese perch‚ si lava meno e si lava peggio ".
Da queste idee all'esaltazione dei bagni marittimi il passo fu breve. " ...Voi tutti portate i vostri figliuoli al mare, almeno una volta ogni due o tre anni. Studiate bene il vostro bilancio domestico e sono sicuro che troverete nel costo della crestaia, della sarta o del tappezziere, qualche cifra da cancellare o da riportarsi all'articolo: Bagni al mare... Andate al mare, o uomini di pianura, e di palude, di colli ".
Agli italiani, ancora un po' "sudici" come alle "figlie di Eva dai languidi nervi", lanciava messaggi che non potevano che suscitare interesse. Tra le tante proprietà dei bagni marini, risolutori per scrofola, rachitide, anemie, etc., annotava, molto puntigliosamente, innegabili benefici per: " innalzamento nell'uomo di cose che tendono troppo al centro della terra. Miglioramento nelle donne di diametri troppo generosi.
Raddrizzamento nelle donne di cose storte; e per vie indirette, molto indirette, guarigione della sterilità... Attonamento dei muscoli fiacchi per natura o infiacchiti da malattie o da abuso della vita. Aumento dell'appetito. Aumento del sonno. Eccitamento dell'amore in ambo i sessi
". Il tutto, naturalmente, tra la bellissima spiaggia che il lido di Rimini poteva offrire e di cui si rendeva garante.
Basta scorrere gli Almanacchi igienico popolari di Mantegazza, per riconoscervi i toni che caratterizzeranno il ciclo ed i successi a venire della marina di Rimini e dell'intera riviera adriatica.
La realizzazione che aveva progettato, non architettonicamente ma nei principi ispiratori, era articolata su tre diversi momenti: la piattaforma e i camerini (che in quegli anni stavano invadendo anche la spiaggia), il Kursaal e lo stabilimento Idroterapico.
Rispetto al passato l'innovazione fu grande: il ruolo "terapeutico/salutistico" veniva relegato agli impianti specializzati concentrati nell'Idroterapico mentre ai camerini, sia a quelli sulla piattaforma che sulla spiaggia, restava quello di servizio e di supporto alla vita di mare all'aria aperta; al Kursaal, fiore all'occhiello di tutto l'impianto, quello di salotto mondano per i piaceri post/balnea.
Così, nell'ultimo quarto di secolo, anche grazie a Mantegazza, spiaggia e bagni di mare stavano mostrando sempre piùapertamente il loro ruolo principe di spazi per il piacere, testimoni di come, alla mentalità corrente, non occorrevano ormai piùcoperture o pretesti terapeutici per concedersi una bella vacanza. Basta con le spiagge sanatorio!
E sono gli anni, quelli di Mantegazza, in cui la sabbia, da fastidiosa sostanza da evitare accuratamente con passerelle - sporcava, volava col vento, entrava tra gli abiti e le scarpe, si appiccicava al corpo umido - divenne morbido tappeto con cui entrare in contatto fisico e sui cui adagiare il corpo.
E accanto al centro delle marine, al cuore raffinato e mondano costituito dai Kursaal, dalla piattaforma, dai camerini lungo la spiaggia, sorgevano un po' su tutto l'Adriatico, intere nuove città fatte di giardini e di aggraziati villini.
Dell'antica tradizione nordica e termale che aveva visto nascere i Kursaal, letteralmente "sala delle cure", nulla ormai era restato se non le terminologie: le uniche terapie che si praticavano ormai nei Kursaal della riviera adriatica, erano il gioco, il ballo e il piacevole conversare.
Nel 1870, la giunta di Cattolica aveva richiesto al demanio i primi 300 metri quadri di spiaggia da adibire ad attività balneari, perché‚ fin dal 1862 vi arrivavano "nella stagione estiva molti forestieri".
Nel 1871 si era costituita a Ravenna una Società balnearia per attivare a Porto Corsini uno Stabilimento.
Nel 1872, al Lido di Venezia si costituiva la "Società bagni Lido" che rilevò le proprietà Fisola e impostò un rilancio dell'isola in senso turistico e balneare, progettando nuovi impianti e stabilimenti, spazi residenziali e attrezzature di svago.
Nel 1873 si inaugurarono le "grandiose" costruzioni mantegazziane sul lido di Rimini progettate dal 1869.

ritratto di Paolo Mantegazza (1831 - 1910)
r="#004080" size="3">Paolo Mantegazza (1831 - 1910)