CENNO STORICO DEL
BAGNO
Da Luigi Malagodi, Guida ai bagni marini,
Fano 1856.
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Sommario
Origine del bagno. Bagni presso gli Ebrei. Presso gli Egiziani.
Presso i Greci. Presso i Lacedemoni. Presso gli antichi Romani. . Usi
recenti dei Russi. - Dei Turchi. Degl'Indiani. Del bagno del mare. - Suo uso
in Francia. In Olanda. In Inghilterra. In Italia.
Origine del bagno. L'andare in traccia della origine del bagno è un volersi perdere inutilmente nel buio dei tempi. Nessuna cosa sembra più naturale di questa, che 1'uomo delle prime generazioni affannato da intenso calore, o molestato da sudiciume, alla vista dei fiumi, dei laghi, dei mari, che potevano rinfrescarlo e purificarlo dalle immondezze, abbia ceduto all'istinto, o abbia seguito l'esempio di alcuni animali, gittandosi tutto entro quelle acque, e ne abbia ottenuto il desiderato effetto. Nell'egual modo è assai presumibile, che qualche accidentale guarigione abbia colpito l'attenzione dei primi uomini sulle virtù medicinali del bagno, e dal caso ne sia venuta la sua applicazione come rimedio in medicina. Certo si è che la storia degli antichi popoli, mostrandoci quanto tutti abbiano avuto in pregio il bagno generale, tanto come mezzo igienico ad invigorire le costituzioni, quanto come medicamento in alcune infermità, ne persuade che l'origine del bagnarsi rimonta alla più remota antichità.
Bagni presso gli Ebrei. È noto che la legge di Mosè rese il bagno obbligatorio al popolo ebreo di seguito agli amplessi coniugali, e al termine delle ricorrenze mensili muliebri: di più; per via di medico consiglio, Mosè raccomandò agli ebrei il bagno nelle perdite seminali. Furono in molto uso anche i bagni pubblici; e ben si; sa che, all'escire d'uno di questi, la casta Susanna fu sorpresa e tentata dai due vecchioni: oltre di che le sacre carte ci istruiscono, che S. Giovanni Evagelista, recatosi un giorno ad un bagno pubblico, ne escì prestamente, tosto che vide bagnarvisi l'eretico Cherinto.
Bagni presso gli Egiziani. Le acque del Nilo furono per gli Egiziani oggetto di tanta devozione, che portata fino alla superstizione, fece loro credere, che tuffandosi in quelle, rimanessero espiate tutte le loro colpe; e di più, che portando addosso una piccola porzione delle acque del Nilo essi andassero immuni da qualsiasi pericolo. Né solamente ci fu tramandato che gli egiziani bagnavansi nel fiume, che la stessa figlia di Faraone fu veduta immergersi nel mar Rosso, in compagnia delle proprie ancelle.
Bagni presso i Greci. Anche i Greci usarono bagnarsi dapprima nelle acque dei fiumi e del mare; ma poi costruirono nelle proprie abitazioni le necessarie comodità; ed in allora il bagno divenne oggetto di divertimento e di lusso, fino a costituirne un primo ufficio di ospitalità da offrirsi ai forestieri. Egli fu appunto per questa usanza che, accolto Ulisse alla corte di Alcinoo, la sposa di questi ordinò subito alle ancelle, che, anzi tutto, fosse preparato un bagno per il ragguardevole ospite che era giunto, onde poi farlo assidere a mensa. Lavato ed unto.......
E di manto leggiadro e di leggiadra Tunica cinto, alla gioconda mensa
Dai tepidi lavacri Ulisse giva.
Eguale trattamento si ebbe Telemaco alla corte di Nestore, ove dalla figlia di quel re fu condotto nel bagno. In quanto poi al bagno per uso medico presso i greci, ne siamo, più che certi dal fatto citato do Plinio, risguardante un medico di origine greca, per nome Melampo; il quale, dopo aver viaggiato in Egitto, portò in patria la pratica del bagno freddo, e riuscì tanto bene con questo rimedio, unitamente all'ossido di ferro, da guarire una figlia di Preto re di Argo, da tal quale malattia, per cui inutilmente erano stati sperimentati tutti i metodi curativi, che per siffatta avventurosa cura si ebbe in moglie, dal genitore la sua bella i malata, e con essa la metà del regno.
Bagni presso i Lacedemoni. I lacedemoni tuffavano nel vino freddo i loro bambini appena nati, benché i genitori sapessero, per trista esperienza, che quando queste tenerissime creature, non avessero portato dalla nascita una tempra più che robusta andavano ad incontrare la morte, dietro accessi epilettici.
Bagni presso gli antichi Romani. Prima, della fondazione di Roma:i popoli dellantico Lazio usavano del bagno, dopo i vari giuochi ginnastici che formavano il precipuo loro esercizio: ed alle fredde immersioni erano essi così per tempo accostumati, che bambini appena nati venivano, per legge di Licurgo, tuffati nella prima fontana incontrata, ad esperimento di loro robustezza. A questa generale usanza dei Latini alludono i versi di Virgilio, allorché nelle sue Eneidi, a Rutulo Numano, posto alla testa delle legioni per isfidare i troiani al combattimento, fece dire:
Qui non gli Atridi, ne il fallace Ulisse.
Sciatta nasciam di forte gente, ai fiumi
La prole usa a recar, cui l'aspro gelo
Indura e londa.......... (1).
Fondata poi la città di Romolo, ed aumentatasi dassai la popolazione, venne decretato dal Senato di condottare le acque dei monti vicini nell'interno della città, onde servissero, al doppio scopo di bevanda e di bagno; il che accadde, al dire di Plinio, nell'anno 444 dalla fondazione di Roma. In allora erano preferiti i bagni freddi, raccomandati prima da Asclepiade, poscia accreditati talmente, dopo la guarigione ottenuta per essi da Cesare Augusto, che furon visti, con meraviglia, canuti senatori, ed il severo Seneca medesimo, irrigidire fino alla ostentazione entro 1'acqua fredda. Fu il medico Antonio Musa, che operò la famosa guarigione di Cesare Augusto, allorché tornato infermo, secondo ne narra Svetonio, dalla sua spedizione, in Biscaia, gravemente affetto nel fegato per lunga flussione, disperava già del suo male. Musa gli propose il rimedio rischioso del bagno freddo, che accettato dall'infermo, produsse i più maravigliosi effetti. Questo medico, fra le molte munificenze ricevute dall'imperatore e dal senato, si vide erigere una statua di rame, che fu locata, accanto, a quella di Esculapio; ed ebbe altresì il privilegio di portare in dito un anello di oro distinzione che non si competeva, in allora che alle persone di primo rango. Questo privilegio passò dippoi a tutti quelli della sua professione, i quali inoltre, per cagione di lui godettero della immunità delle gabelle. Ma il fatto successivo di Marcello, nipote di Augusto, che lasciò miseramente la vita nel bagno freddo, distolse i romani dall'abuso che ne facevano, e a poco a poco subentrò la pratica dei bagni riscaldati. Furono questi distinti col nome di Terme; e tanti ne furono costruiti grandiosamente a spese degl'imperatori, che i bagni di questo genere, fu detto ascendessero ad 800,. fra privati e pubblici, fra dentro e fuori la città di Roma. Nessuna :possibile ricercatezza fu certamente trasandata, onde aumentare il lusso contrastante colla comodità, fino a mandarsi ad effetto, per volere di Nerone, che le acque del Mediterraneo venissero condottate entro le sue Terme. Per ben cinque secoli gli antichi romani sperimentarono bagni utili e salutari, senza il soccorso di altro farmaco, e sotto l'osservanza dei regolatori delle Terme, che chiamaronsi Edili: ma allorché, trascurata qualsiasi sorveglianza, subentrò il disordine e la licenza, le Terme non furono più che passatempi di dissolutezze; e la vigorìa di quel popolo forte e guerriero affranta dalla mollezza e dalla libidine, ben presto trasmutò ad esso il nome di vincitore in vinto; e quei magnifici Stabilimenti abbandonati e distrutti, specialmente al comparire del cristianesimo, non lasciano in oggi che pochi ruderi, capaci nondimeno d'attestare ai posteri la loro primitiva grandezza.
Da queste prime Nazioni l'uso dei bagni venne trasmesso fino a noi, ed ora non v'è popolo, che sebbene sotto forme diverse, non senta la grande utilità di essi; e più o meno non né faccia oggetto di pubblica salute, laddove ancora la civilizzazione non ha molto progredito.
Usi recenti dei Turchi. I turchi, a cagione d'esempio, usano sovente delle stufe secche da cui ottengono profusi sudori. Dopo essersi pettinati diligentemente, si assoggettano a valide strofinazioni susseguite da unzioni o con sapone o con qualche altro cosmetico e poscia, mollemente sdraiati sopra soffice letto se la passano fumando e bevendo ottimo moka. Fanno bagni altresì nell'acqua tiepida; e per chi conosce quanto sia rigida la legge di Maometto sulla pulitezza del corpo, che deve precedere ogni lor sacra preghiera, non è a meravigliare, che anche in ogni Moschea vi sia il comodo di bagnarsi. I turchi sono assai scrupolosi al precetto, confortati dalla speranza di potersi trovare un giorno ai Campi Elisi, in compagnia delle amabili Houris. Questo popolo orientale biasima anche di presente gli europei, perché, com'esso, non usano di frequenti bagnature; al quale rimprovero, in gran parte giusto, non si saprebbe che rispondere.
Usi degli Indiani. Una pratica
tutta particolare hanno gl'indiani per il bagno, che viene così descritta dal dottor
Mercadante. " Appena l'individuo che vuol bagnarsi entra nelle sale del bagno, vi
attrova appositi servi, i quali lo spogliano e nudo lo adagiano sopra una tavola a questo
preparata. Quivi disteso, lo maneggiano, e premono su tutta la pelle; con ammirabile
delicatezza l'accorciano, lo piegano, lo distendono per modo, da fargli scricchiolare
tutte le articolazioni delle. membra. Dopo di questo, uno de' servi, poggiandogli un
ginocchio sulla regione renale, gli stringe ambe le spalle, lo distorce da far sentire lo
scricchiolio di ciascuna vertebra; con le mani gli dà vari colpi su quelle membra ove la
carne mirasi più abbondante, e gli gratta con una pietra pomice le piante dei piedi.
Terminato questo maneggiamento lo spargono di odorose pomate e saponi, gli radono la
barba, gli pettinano i capelli, e così profumato lo lasciano "
" All'uscire di tal bagno l'uomo si sente rinnovellato; prova un certo che nel suo
corpo, che lo consola ; eseguisce con alacrtità i suoi movimenti; quel senso che incita
alla riproduzione si sperimenta più energico, e la pelle che trovasi sparsa di leggero
.madore, gli concilia un senso di piacevole freschezza. In fine lo lasciano riposare sopra
un canapè, ove, per la debolezza prodotta dal perduto sudore, o per il calore del
luogo, dopo avervi fumato appena un mezzo hoka, s'addormenta ".
" Le femmine indiane prendono il bagno della stessa. maniera, e il maneggiamento
viene ad esse prolungato per buona parte del giorno. Varie femmine schiave le assistono,
sino a che, sdraiate sopra di un canapè, le vedono comporre gli occhi a placido
sonno ".
" Oltre all'uso giornaliero del bagno, gli indiani se ne :servono come mezzo da
confermare il matrimonio. Dicesi, che nel giorno di quest'atto solenne, lo sposo, la
sposa, ed un sacerdote, guidando con seco loro una vacca, si tuffano nelle: acque, e vi
dimorano sino a che, levando la voce il sacerdote, annunzia a' parenti, esser già
confermato il matrimonio: nelle ultime ore, in fine, della vita, immergono gli agonizzanti
nel bagno, stimandosi beati esalare ivi l'estremo anelito ".
Usi dei Russi. Il bagno russo preferito è quello a vapore: esso vien fatto in una sala di legno attorniata da sedili con cuscini imbottiti di paglia o di altre erbe, sui quali, spogliati, si collocano i bagnanti. Da una parte della sala è costruita una fornace ardentissima, che arroventa grosse pietre calcari, e che vengono spruzzate di acqua fresca ben di sovente. In tal guisa una densa e bollente nube di vapore, s'innalza e ravvolge il corpo tutto della : persona che si bagna, la quale per conseguenza, si copre di profuso sudore. Allora il bagnante è assoggettato ad una specie di flagellazione operata con apposite verghe sottili, che, sferzando la pelle, ne aumentano notabilmente, il rossore. Si è a questo punto d'intensissima calorificazione, che si passa alle aspersioni di acqua tiepida, poi fredda, a grandi secchie versate sulla testa e sulle spalle, per terminare col rotolarsi fra le nevi. Preso un ristoro composto di birra, vino inglese bianco, pane. abbrustolito, e fette di cedro, il bagnante va a collocarsi sopra morbido letto.
Del bagno di mare. Il bagno però che fissar deve la nostra. attenzione è quello di mare, le cui acque, per la qualità e quantità degli elementi chimici che contengono, meritarono di prendere un posto distinto in medicina. Per ciò che riguarda la storia, è ben vero che l'uso igienico del bagno salso, e le guarigioni per esso ottenute in ogni tempo, sono comprovate da numerosi scrittori; ma è pur vero che, sceverando tutto quello che trovasi mischiato alla favola, i, medici antichi assai porco ci tramandarono di utile su questa terapeutica speciale: forse il difetto delle chimiche cognizioni si fu la causa che impedì, fino ai tempi più a noi vicini, che la sua applicazione escisse dal dominio dell'empirismo, e che la pratica de' medici recenti poggiasse sopra basi più razionali: alcuni poi, essendosi occupati a scrivere esclusivamente su questa materia, contribuirono alla propagazione di una terapeutica, che ognor più si va estendendo, sussidiata dalle comodità, che ogni nazione civilizzata si studia di offrire, nei suoi mari, ed ai medici, ed aglinfermi.
Bagni di mare in Francia. Stando alle parole di M. Julia del Fontenelle, benché nessuno in Francia contrasti lefficacia del bagno marino, nondimeno esso è tuttora prescritto da un piccol numero di medici. Questa specie dindifferenza, per un mezzo curativo il più potente, sembra tenere alle poche cure avute sin qui di raccogliere, sui luoghi delle bagnature, osservazioni proprie a stabilire le sue vere proprietà. In effetto nessun autore francese, al dire dello stesso scrittore, ha trattato ex professo questa materia; poiché, in fuori di fatti chimici ben osservati, non si trovano che idee vaghe, generali e di difficile applicazione ai casi particolari.
In Olanda. La medicatura marina è assi più coltivata presso gli Olandesi; e lo Stabilimento di Ostenda, spinto ad alta rinomanza dalle sapienti cure di quel direttore sig. Verhaeghe, non che dal di lui Manuale dei bagni di mare, è uno dei più frequentati, fino ad avervi contato, secondo ne afferma quell'illustre medico, trentacinque mila visitatori, nei mesi di luglio, agosto e settembre dell'anno 1842. La situazione topografica di Ostenda, favorita da rapide comunicazioni, per mezzo delle strade ferrate e delle navi a vapore, e sul mare e sul Reno, coll'Allemagna , colla Francia e coll'Inghilterra, rende ragione sufficiente della grande affluenza dei bagnanti a quello Stabilimento.
In Inghilterra. Non v'è città marittima di qualche importanza nella Gran Brettagna, che da lungo tempo non presenti comodità grandissime per i bagni: può dirsi anzi che questa nazione abbia servito alle altre di eccitamento e di modello. I bagni di mare non sono per gl'inglesi un semplice oggetto di distrazione e di piacere; ma nei loro Stabilimenti, abbelliti a grandi spese, essi trovano anche un valido rimedio contro le affezioni scrofolose e catarrali, alle quali, per il loro clima umido e nebuloso, sono principalmente predisposti.
In Italia. La forma naturale di una Penisola allungata, fiancheggiata da due mari, che la bagnano e la circondano di acque a gradevole temperatura, non che il clima caldo dell'Italia valsero sempre ad eccitare gli abitatori delle sue estese spiagge a gittarsi nell'onde nella estiva stagione, e a dimorarvi a lungo, o per, semplice solazzo, o per riacquistare la sanità perduta; ed oltre il grand'uso che se ne fa a piena spiaggia, senza difesa veruna, esistono moltissimi bagni e fissi, e galleggianti, e capannotti portabili, in ogni città e paese marittimo, i quali offrono quanto può essere sufficiente di comodo, di proprietà, e anche di eleganza, da invitare a profittarne quelli, che da terraferma si. portano a cercar salute nelle acque del Mediterraneo e dell'Adriatico. A Tommaso Rima rinomato chirurgo di Venezia devesi l'istituzione dei primi bagni galleggianti, nella Laguna, che poi, sotto la direzione del dott. Barzilai, autore di una recente Guida ai bagni di mare nella Laguna di Venezia, si mantennero ed aumentarono di reputazione. Viareggio, nelle sponde del Mediterraneo, possede un buon Stabilimento, che diede già motivo al dottor Giannelli di scrivere un Manuale per i bagni di mare, fino dall'anno 1823. Ma senza discendere a particolarità su di altri ancora che esistono nei Porti di Livorno, di Trieste, di Civitavecchia, noterò che nella spiaggia dello Stato romano, dalla parte dell'Adriatico, surse anni sono un magnifico Stabilimento a Rimini, il quale diede poi le mosse agli altri che si videro eretti in Magnavacca, in Ancona, in Fano, in Pesaro e in Senigallia, senza dire. di quelli di minore importanza sporsi lungo questo litorale dal Po al Tronto. Da ciò si vede che, da pochi anni, uno spirito di gara, alcerto lodevolissimo, fu sentito in ogni città e paese sito sulla nostra spiaggia dell'Adriatico; per il che si allestiscono ovunque nuovi comodi ai bagnanti, e la pratica dei bagni marini si va estendendo a modo, che se alle cure degl'intraprendenti, dirette a perfezionare i loro Stabilimenti, si uniranno quelle dei medici, .a meglio sorvegliare gli effetti della cura balnearia nelle diverse infermità, e quelle dei bagnanti medesimi a seguire scrupulosamente le regole che loro vengono additate, l'umanità sofferente sarà per ritrarne i maggiori vantaggi.