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Rimini, Grand Hotel
 
Inaugurato nel luglio 1908, era stato costruito su progetto dall’architetto svizzero Paolito Somazzi, chiaramente ispirato dalle architetture della Costa Azzurra. Dotato di 200 camere, magnifiche terrazze a mare, "giardini inglesi, ampi e luminosi saloni, tranquilli salottini da studio, civettuoli boudoirs, verande tutte inghirlandate di gigli e di rose, elegantissimi negozi di moda, di stoffe, di vestiari, di oggetti artistici di cambio di moneta e di chèque, di fotografie, d'informazioni ferroviarie di farmacie".
"Magnificente e sontuosa residenza" è destinata a divenire, secondo le aspettative di tutti e come reclamizzano le guide già in circolazione ancor prima dell’apertura, il ritrovo preferito dell'high life internazionale.
Costruttrice e prima proprietaria è la Smara, “Società Milanese Alberghi Ristoranti e Affini” costituita tra facoltosi imprenditori lombardi gestrice del Corso Hotel e il Modern Hotel a Roma e del prestigioso Caffè Biffi a Milano. La sua apertura costituisce per la città un momento di forte internazionalizzazione e un salto di qualità mai visto in precedenza. Come non s'era mai vista prima lo splendore che caratterizza le feste e gli eventi che la SMARA inizia a organizzare per i suoi ricchi clienti fin dall’apertura. Feste, eventi e manifestazioni per ogni gusto: mostre d'arte, raduni aerei, concorsi ippici per gran cavalieri, balli, concerti, opere e operette, accademie letterarie, ecc., tutto con un'unica parola d'ordine: stile e classe internazionali.
Nel 1909 la Smara è in difficoltà finanziarie – fallirà nel 1912 - e cede la proprietà all Società Anonima Bagni di Rimini costituita con capitali italiani, tedeschi e ungheresi.
Il 14 luglio 1920 si incendiano le cupole di legno e catrame.
Nel 1926 entra in dissesto la Società Anonima Bagni, il cui pacchetto di maggioranza è detenuto dal Banco di Puglia, anch’esso in dissesto. Il Comune si riappropria della gestione delle attività balneari e inizia una trattativa che si concluderà nel 1929, con l’acquisto della proprietà del Grand Hotel e dei fabbricati al mare. Progetta un piano di rilancio, contando anche sulle risorse provenienti dalla neoistituita Imposta di Soggiorno. E ancora stagioni mondane, feste, balli, eventi, ospiti illustri tra i quali Claretta Petacci, amante di Benito Mussolini, oltre che nobili, ricchi industriali e qualche rampollo di casa reale.
Poi la seconda guerra mondiale e l’abbandono.
Così lo descriveva il Giornale dell’Emilia del 18 luglio 1949: “Pareti squarciate, vetrate scomparse, soffitti crollati, muri oscillanti…, il parco e i vialetti in stato di deplorevole e deprimente abbandono”.
Nel 1954, dopo tre anni di restauri, riprende finalmente l’attività e rioccupa il suo ruolo grazie all’imprenditore romano Alfredo Duranti che l’aveva acquistato dal comune al prezzo simbolico di un milione di lire. Nel 1966 viene ammodernato dal nuovo proprietario  Pietro Arpesella, e inizia l’apertura annuale dedicandosi a richiamare clientela tra congressisti e turismo d’affari.
Nel 1973 Federico Fellini, nel suo Amarcord, rievoca le stagioni riminesi degli anni Trenta e le avventure al Grand Hotel di principi e sceicchi, divulgando in forma poetica il mito della Riviera romagnola.
Nel 1981 diviene l’oggetto delle attenzioni della finanza “allegra”: Vincenzo Cultrera, a capo dell’IFIL, ne acquista la proprietà da Pietro Arpesella per frazionala in certificati atipici e venderla sul mercato. Prezzo dell’acquisto 11 miliardi, prezzo di vendita al pubblico 23 miliardi. Truffa colossale a carico di circa 2000 ingenui risparmiatori che pensavano di aver acquistato un tassello del grande mito riminese.
Nel 1992 a fianco del Grand Hotel Rimini è stato inaugurato il Centro Congressi, una moderna struttura dove, durante tutto l'anno, hanno luogo incontri ed eventi a livello nazionale ed internazionale.Nel 1994 iè stato dichiarato monumento nazionale vincolato dalla Sovrintendenza alle Belle Arti. Nel 2002 il Grand Hotel Rimini è stato rilevato da Advance Hotel, una giovane compagnia di gestione alberghiera nata dall'incontro tra due famiglie di albergatori (gli Jannotta di Castione della Presolana-Bergamo e i Bernardi di Rimini), e oggi si fregia del marchio Exclusive Hotels of Italy.